Barbiano - Comune di Cotignola

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Barbiano, dalla pieve ad Alberico Il Grande

Chiesa di Santo Stefano

LA STORIA

Barbiano (Barbiân in romagnolo) è una frazione del Comune di Cotignola. Il toponimo deriva da una pieve risalente all'Alto Medioevo, Sancti Stephani in Barbiano, anche se alcuni storici fanno risalire il nome alla "gens Balbia", nota famiglia romana che avrebbe abitato nella zona. Le prime notizie certe sulla pieve risalgono in data 8 luglio 993 ma, secondo un documento dell’ 826, la pieve barbianese sarebbe stata donata da Eugenio II, signore dell'esarcato di Ravenna, a Everardo, figlio di Desiderio, ultimo re Longobardo, su consiglio di Ludovico il Pio, ultimogenito di Carlo Magno. Con questa donazione, Everardo ricevette anche il titolo di Conte di Cunio (località situata 5-6 Km ad est di Barbiano ed oggi non più esistente) e di Lugo.

Dopo la distruzione del castello di Cunio (avvenuta del 1296), la rocca barbianese fu fortificata e abbattuta, dopo vani tentativi, il 16 maggio 1409, all'epoca di Alberico da Barbiano, grande condottiero di ventura natio proprio del piccolo borgo. Durante il periodo napoleonico, nei pressi di Barbiano, dinanzi al palazzo dei conti Bolis, fu teso dai lughesi un agguato alle truppe napoleoniche intervenute per sedare la rivolta di Lugo. I contadini di Barbiano vi presero parte e anch'essi ottennero una facile vittoria che fu preludio pochi giorni dopo ad una dura rappresaglia francese sfociata sin nella razzia dell'abitato barbianese e lughese (1796). Questo piccolo paese tuttavia non diede i natali solo a condottieri, ma anche ad alcuni personaggi che, lusingati di poter vivere senza troppo faticare, imboccarono la via del crimine.

«Sull'imbrunire della sera dell'11 giugno 1849 taluni masnadieri invasero la canonica di Barbiano. Allo strepito di coloro, spaventatosi quell'arciprete D. Matteo Zuffi, si chiuse nella propria camera, suonando la campana a stormo. Nondimeno i malandrini violentati diversi mobili, ne involarono denaro ed effetti per un complessivo valore di scudi 180, quindi partirono non senza aver ferito Giuseppe Zuffi, padre del prefato arciprete» (Da "Atti del governo delle Romagne" 1860). Durante la Seconda Guerra Mondiale, Barbiano venne liberata dal 24esimo Battaglione di fanteria della Seconda Divisione Neozelandese, la notte fra il 9-10 Aprile 1945, dopo oltre 6 mesi di bombardamenti: il fronte infatti si era fermato per tutto l'inverno lungo il fiume Senio, distante circa 3 chilometri dal centro abitato.

BARBIANO OGGI

Oggi Barbiano è una cittadina che conta quasi duemila abitanti. Situata lungo la Provinciale Felisio che collega Lugo con Faenza, dispone di una stazione ferroviaria, un ufficio postale, una chiesa parrocchiale del 1792 e servizi essenziali (scuola elementare, banche ecc.). L’evento maggiormente caratterizzante Barbiano è il Palio di Alberico, che si svolge ogni anno nell’ultimo fine settimana di maggio e vede impegnati i quattro rioni (Rose, Ballardini, Alberico e Quercia) in una tradizionale gara di Tiro alla fune.

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