6 - MARTOZ - CAT-BOY a COTIGNYORK. Il gatto più grande d'Europa? - Comune di Cotignola

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6 - MARTOZ - CAT-BOY a COTIGNYORK. Il gatto più grande d'Europa?

[Scuola Arti e Mestieri, angolo tra via Cairoli e via Roma]

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Durante la settimana di Saluti da Cotignyork , una festa per bambini e grandi accompagnati fatta dal Museo Civico Luigi Varoli e dalla scuola Arti e Mestieri, il giovane talento del fumetto italiano Martoz, dal 5 al 10 giugno 2017, è stato in residenza a Cotignola sulla scia della pubblicazione del suo nuovo fumetto La Mela Mascherata uscito per la neonata collana Dino Buzzati di Canicola Bambini e presentato in anteprima a Bologna Children's Book Fair in aprile.

 

Il fumetto, il primo di Martoz specificamente pensato per bambini, si ispira liberamente ai personaggi più celebri e illustri della gloriosa storia di Cotignola, reinventando questi protagonisti e frullandoli in un mix avventuroso e divertente che potremmo definire, giocando con i generi, un western fiabesco e rinascimentale ad alto tasso di profumatissime mele cotogne, super ricco di colpi di scena: nella contea di Cotignola si districa la ricerca dell’unico frutto da cui trarre un antidoto salvifico, la prodigiosa Mela Cotogna che può essere raggiunta solo scalando altissime torri e cavalcando fino all’ultimo respiro gatti giganti… Incantesimi, cat-boys, l'incredibile erborista Lucia, gli Sforza e la contea di Cotignyork come non li avete mai visti!

 

Ecco un estratto dalla recensione di Maria Polita (scaffale basso) su la Mela Mascherata:

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Il fumetto di Martoz ci catapulta in un mondo che ricorda il teatro dialettale, ma lo fa con una assurdità così moderna, coerente e inaspettata che è capace di incollare i lettori alle pagine e nello stesso tempo mantiene quel calore da balera e osteria romagnola che ti fa sentire come uno di casa, che su una pancaccia si gusta i tortelloni mentre ascolta cosa è successo in paese.

 

«Fu un giorno triste per la contea di Cotignork, quello in cui lo spietato brigante detto “il Passatore” avvelenò le acque del fiume Senio facendolo puzzare tantissimo… Il Passatore diede la colpa a Muzio, il conte!». Questo l’incipit.

 

Con un tratto davvero originale Martoz compone le sue tavole tra vignette tondeggianti, personaggi a metà strada tra marionette e guerrieri stellari, baloon che sconfinano e si sovrappongono, pochi colori inusuali (giallo, rosa, rosso, arancione, verde, azzurro) e piatti: l’effetto è quello di una allegra confusione. La storia parte, dunque, da un grande misfatto unito ad un tradimento da parte di un cattivo cattivissimo, antagonisti perfetti un gruppo di cow-boy, o meglio cat-boy (perché cavalcano gatti giganteschi), dai più particolari talenti e una ragazza-erborista impertinente (Lucia, «fidanzatina di Muzio»). Al centro del contendere, la sorte di Cotignork, risollevabile solo grazie alla mitica mela mascherata che cucinata da Lucia con sale e pipistrello rappresenta l’unico antidoto per l’orrendo fetore causato dalla nefandezza del Passatore. I dialoghi che ritmano la storia sono avvincenti, fanno morir da ridere e si uniscono con esattezza ai disegni quasi infantili (dico quasi perché le citazioni artistiche, secondo me, non mancano!) ed esagerati di Martoz dove i gesti sono carichi senza essere caricaturali: ci si trova immersi in un mondo folle eppure così coerente, che non lo si vuole più abbandonare. L’avventura si snoda tra cannoni spara tortelli, rullini di fotografie donati per pavoneggiarsi, treni fantasma, fattucchiere stonate ma appassionate di Biancaneve, tappi per le orecchie che si rivelano tappi traduttori, buchi misteriosi e gnomini canapini, maschere rituali senza buchi per gli occhi, cani carlini giganti, storie d’amore… Capite bene che armonizzare tutti questi elementi all’interno di una trama congruente è sfida da pochi. Martoz ci riesce con una leggerezza encomiabile.

 

Il ritmo è incalzante, tuttavia ogni filo narrativo è tirato con attenzione e svolto accuratamente dall’inizio alla fine. La lingua, a parte qualche inevitabile superlativo entusiasta, è una lingua che, apprezzabilmente, non cede mai alla sciatteria. Nei risguardi iniziali, proprio come in un teatro, ci sono le presentazioni dei personaggi, in quelli finali i riferimenti storici reali che hanno ispirato tutte le diverse figure.

 

La Mela Mascherata, frutto della collaborazione tra il collettivo bolognese Canicola e il Museo Varoli, segue di un anno circa la pubblicazione de L'Argine , il fumetto di Marina Girardi e Rocco Lombardi che racconta invece di Cotignola paese dei Giusti e dei lunghi mesi di permanenza del fronte sul fiume Senio, sempre prodotto dal museo e uscito per la casa editrice Becco Giallo di Padova.

 

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All'interno della residenza dentro a Saluti da Cotignyork, Martoz (Alessandro Martorelli è nato ad Assisi nel 1990. Si è diplomato alla scuola romana del fumetto e all’istituto europeo di design. Vive a Milano) ha presentato il suo fumetto, allestito una mostra con le tavole originali del libro, tenuto due laboratori di disegno per bambini e ragazzi e infine ha dipinto un muro della Scuola Arti e Mestieri, che è qualcosa in più di una semplice sezione didattica di un museo, piuttosto una specie di bottega che sta a metà strada tra una scuola e una casa. Un laboratorio dove si disegna e dipinge e si costruiscono libri, dove si fanno maschere e burattini con la cartapesta, sculture e feticci con i materiali di recupero e animali protostorici e altre cose sciamanesche con la creta; dove a volte si ascoltano storie, si guardano film, si dorme, si mangia, si fanno feste e da cui si parte per parate, scorribande, esplorazioni, scoperte e viste al museo civico Luigi Varoli (che è un po' il nostro babbo o fratello maggiore)

 

Il muro (sembra davvero che il gatto dipinto sia il più grande d'Europa), inneggia alla libertà e alla forza spensierata dell'immaginazione felice e dell'inventare e spalancare mondi, dove davvero si possono cavalcare gatti, compiere voli e fantastici balzi felineschi e suonare musiche incantevoli passando tra le nuvolette rosa.

Un omino marionetta, un po' Depero un po' Picasso e un po' supererore, rende omaggio all'amore di Luigi Varoli per la musica suonando, quasi alla Chagall, un violino nel mentre della sua cavalcata di cow-boy mascherato e senza pistole.

Oh yeah!

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